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- Goldman Sachs prevede investimenti per 800 miliardi di dollari nel metaverso.
- Il 47% dei banchieri prevede l'uso di realtà aumentata nel 2030.
- Decentraland conta 300.000 utenti attivi mensili.
Il metaverso, una realtà digitale immersiva in continua evoluzione, ha catturato l’attenzione di svariati settori, incluso quello finanziario. L’annuncio di Mark Zuckerberg nell’ottobre 2021, con il rebranding di Facebook in Meta, ha elevato il concetto di metaverso a una nuova frontiera del web, un internet tridimensionale dove gli utenti interagiscono attraverso avatar. Nonostante le difficoltà iniziali incontrate da Meta, con un calo in borsa del 70% rispetto all’anno precedente e numerosi licenziamenti, l’idea del metaverso continua a generare interesse e investimenti. Società come Goldman Sachs prevedono investimenti pari a 800 miliardi di dollari nei prossimi otto anni. Questa tendenza ha spinto gli istituti bancari a esplorare le potenzialità offerte da questi mondi virtuali.
Molte banche internazionali hanno cominciato ad aprire filiali virtuali nel metaverso, a organizzare eventi digitali e a proporre prodotti e servizi innovativi. L’obiettivo primario è quello di attrarre un pubblico più giovane, i cosiddetti Millennial, e di costruire intorno a loro un nuovo modello di business. Un recente studio ha rivelato che il 47% dei banchieri ritiene che entro il 2030 i clienti utilizzeranno abitualmente la realtà aumentata e la realtà virtuale per le operazioni bancarie.
La competizione tra i colossi bancari si è intensificata con l’ingresso di JP Morgan nel metaverso, con l’apertura di una lounge all’interno di un centro commerciale virtuale in Decentraland, uno dei mondi virtuali più esclusivi. Ad accogliere i clienti digitali si trovano una tigre animata e un’immagine digitale del CEO, Jamie Dimon. Secondo le stime di Yahoo Finance, Decentraland conta attualmente 300.000 utenti attivi mensili e 18.000 utenti giornalieri. JP Morgan Payments ha pubblicato un white paper sul metaverso, evidenziando come i propri clienti stiano cercando di capire come interagire al meglio con questo nuovo mondo. La banca americana prevede che le imprese che sceglieranno di entrare nel metaverso potrebbero generare ricavi annuali per mille miliardi di dollari.
Anche HSBC ha investito nel metaverso, acquistando un terreno in SandBox, una piattaforma controllata da Animoca Brands. Lo spazio virtuale di HSBC è dedicato agli appassionati di attività sportive, e-sport e videogiochi. Questo investimento ha avuto un impatto positivo sul mercato, con la criptovaluta di SandBox, Sand, che ha guadagnato oltre il 23% in meno di un giorno. Gli investitori hanno speso più di 501 milioni di dollari per un terreno virtuale nel 2021, stringendo accordi con piattaforme come SandBox, Decentraland, Somnium e Cryptovoxels.
Accenture calcola che il comparto del commercio al dettaglio potrebbe vedere raddoppiare le sue interazioni commerciali, ottimizzare i costi della rete e triplicare i prodotti venduti grazie all’adozione del metaverso. Morgan Stanley valuta il potenziale di questo mercato a otto trilioni di dollari solo nel contesto cinese.

Focus sugli istituti italiani: Unicredit, BNL e Banco BPM
In Italia, l’approccio delle banche al metaverso sembra essere più cauto. L’analisi degli investimenti di Unicredit, BNL e Banco BPM indica un impegno concreto ancora limitato. Molteplici fattori contribuiscono a questa prudenza, tra cui la necessità di valutare attentamente i rischi e i benefici di questi nuovi investimenti e la presenza di un quadro normativo in evoluzione. Tuttavia, ciò non significa che le banche italiane siano disinteressate al metaverso; piuttosto, stanno adottando un approccio graduale, concentrandosi inizialmente su iniziative a basso rischio.
Unicredit, ad esempio, ha stretto una partnership con Google Cloud per accelerare la trasformazione digitale, un’iniziativa che mira a migliorare l’efficienza operativa e l’esperienza del cliente attraverso l’adozione di tecnologie cloud. Sebbene questa collaborazione non sia specificamente focalizzata sul metaverso, essa rappresenta un passo importante verso la digitalizzazione dei servizi bancari. Unicredit ha emesso la sua prima nota strutturata tokenizzata, un’operazione che dimostra l’interesse della banca per le nuove tecnologie finanziarie basate su blockchain.
BNL, parte del gruppo BNP Paribas, offre ai propri clienti prodotti di investimento legati al metaverso, come certificati e tracker. Questi strumenti finanziari permettono agli investitori di esporsi al settore del metaverso senza dover investire direttamente in asset digitali. BNL ha anche lanciato certificati su Bloomberg Metaverse Net Return Index, offrendo agli investitori un modo per seguire l’andamento del mercato del metaverso.
Banco BPM ha collaborato con Digital Magics per finanziare startup innovative, un’iniziativa che mira a sostenere l’innovazione nel settore finanziario. Anche se questa collaborazione non è specificamente orientata al metaverso, essa contribuisce a creare un ecosistema favorevole all’innovazione tecnologica. Banco BPM, in collaborazione con Snowdrop, ha lanciato sulle proprie app una funzione di riconoscimento dei brand nei movimenti di conto, migliorando l’esperienza del cliente.
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Strategie a lungo termine e implicazioni per la clientela
Le strategie a lungo termine delle banche italiane nel metaverso sono ancora in fase di definizione. È essenziale che le banche valutino attentamente il ritorno sull’investimento (ROI) di queste iniziative e che definiscano obiettivi misurabili. Il ROI può essere misurato in termini di aumento dei ricavi, riduzione dei costi, miglioramento della soddisfazione del cliente o aumento della brand awareness.
Un aspetto cruciale è la relazione con i clienti, in particolare le nuove generazioni. Il metaverso potrebbe rappresentare un’opportunità per le banche di raggiungere un pubblico più giovane e di offrire servizi più innovativi e coinvolgenti. Gli spazi tridimensionali si integreranno con le sedi fisiche e le piattaforme di online banking per offrire modalità innovative di accoglienza e consulenza. L’elemento distintivo risiede nel fatto che gli ambienti immersivi 3D avvolgono il cliente, isolandolo da distrazioni esterne e rendendo l’esperienza più efficace. All’interno di questi spazi, gli avatar non sono semplici figure statiche, ma entità attive e ben identificate; essi possono muoversi con gesti e movimenti oculari, incontrare gli avatar di consulenti e operatori bancari, comunicare con loro in tempo reale grazie all’audio spaziale e interagire direttamente con repliche digitali di oggetti, come rappresentazioni 3D e grafici della propria ricchezza.
La virtualizzazione, intesa come la riproduzione fedele e simulata di eventi reali, rafforzerà il rapporto individuale tra banca e cliente, attraverso esperienze digitali personalizzate e accessibili ovunque e in qualsiasi momento. In sintesi, il metaverso permetterà alle banche di essere ancora più presenti nella quotidianità dei clienti, offrendo diversi livelli di immersività che l’Intelligenza Artificiale ottimizzerà continuamente, analizzando e interpretando i comportamenti e gli stati d’animo degli utenti all’interno di questo ambiente digitale.
Tuttavia, è fondamentale che questi servizi siano realmente utili e rilevanti per i clienti, altrimenti rischiano di essere percepiti come semplici operazioni di marketing. Le banche devono anche garantire la sicurezza e la privacy dei dati dei clienti nel metaverso, implementando misure di protezione adeguate.
Il metaverso rappresenta una potenziale evoluzione del web, e le banche devono essere pronte a cogliere le opportunità che esso offre. Adottare il metaverso consentirà alla banca di radicarsi ulteriormente nella vita quotidiana dei suoi clienti, con gradi di immersività variabili che l’Intelligenza Artificiale affinerà costantemente, studiando e comprendendo i comportamenti e gli stati emotivi degli utenti all’interno di questo universo digitale. E tutto ciò dovrà avvenire garantendo la protezione, la sicurezza e la riservatezza di tutti gli utenti.
Prospettive future: oltre la vetrina
Il metaverso offre un’opportunità unica per le banche di creare esperienze digitali più coinvolgenti e personalizzate per i propri clienti. Tuttavia, per sfruttare appieno il potenziale del metaverso, le banche devono andare oltre le semplici operazioni di marketing e investire in modo significativo nello sviluppo di soluzioni innovative. Nei piani di JP Morgan, la filiale su Decentraland potrebbe assolvere alle medesime funzioni delle succursali tradizionali, servendo ad esempio come sportello per la richiesta di un prestito. L’orientamento è verso un metaverso proprietario, piuttosto che verso la partecipazione a mondi digitali decentralizzati; è evidente che un tale ambiente virtuale, persistente e sincronizzato, accessibile da qualsiasi dispositivo e capace di replicare fedelmente la realtà in tempo reale, può permettere alla banca di raggiungere un pubblico molto più vasto e, al contempo, offrire al cliente finale un modello di servizio pienamente integrato, incentrato sulla contestualizzazione e sulla personalizzazione completa.
Il passaggio a un internet tridimensionale e l’evoluzione del percorso del cliente verso un modello sempre più ibrido, basato sui dati e omnicanale, rappresentano due sfide cruciali che i sistemi bancari devono affrontare per rimanere competitivi. In questo processo, il metaverso è uno degli elementi da considerare, a patto che sia sostenuto da una chiara strategia di fondo.
Una futura direzione possibile è la realizzazione di vere e proprie succursali bancarie virtuali all’interno di metaversi proprietari e non decentralizzati. In prospettiva, la rotta sarà quella di instaurare vere e proprie sedi bancarie virtuali su metaversi privati, non basati su decentralizzazione, sebbene il percorso sia ancora lungo. Attualmente, per un istituto bancario desideroso di rimanere all’avanguardia nell’innovazione tecnologica, il metaverso si rivela ideale per rafforzare il legame con la comunità di clienti e follower, attirare le nuove generazioni e favorire una relazione interpersonale virtuale che, pur mediata da avatar, può essere immediata, interattiva, potenziata e interamente personalizzata, arricchendo al contempo i processi di “know your customer”, upselling e cross-selling bancario.
Dunque, mentre Unicredit, BNL e Banco BPM continuano a esplorare le potenzialità del metaverso, la chiave del successo risiederà nella capacità di sviluppare strategie innovative e sostenibili che creino valore reale per i clienti e per le banche stesse. Il futuro del settore bancario nel metaverso è ancora da scrivere, ma una cosa è certa: le banche che sapranno adattarsi a questo nuovo mondo digitale avranno un vantaggio competitivo significativo.
Amici, riflettiamo un attimo. Nel dinamico mondo delle strategie bancarie e dei pagamenti digitali, è fondamentale capire come le banche stanno evolvendo. La nozione base è che la digitalizzazione non è solo una moda, ma una necessità per rimanere competitivi. Questo significa investire in tecnologie come l’intelligenza artificiale, blockchain e, appunto, il metaverso.
Ora, alziamo un po’ l’asticella. Una nozione avanzata è che l’integrazione del metaverso nelle strategie bancarie non è semplicemente creare una filiale virtuale, ma ripensare completamente l’esperienza del cliente. Ciò implica l’uso di avatar, ambienti immersivi e nuove forme di interazione per rendere i servizi bancari più accessibili, personalizzati e coinvolgenti. Non si tratta solo di tecnologia, ma di una trasformazione culturale all’interno delle banche.
Questo solleva una domanda importante: siamo pronti per una banca completamente immersa nel metaverso? E le banche italiane, sapranno cogliere questa sfida e trasformarla in un’opportunità di crescita?








