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- Indagine su OPS da 13,5 miliardi tra MPS e Mediobanca.
- Lovaglio avrebbe ammesso accordi su Generali: la "fase due".
- MEF disapprovò mossa Mediobanca su Banca Generali.
Riflettori Accesi sui Rapporti e Strategie
Il panorama finanziario italiano è scosso da un’indagine che coinvolge figure di spicco del settore bancario e assicurativo. Al centro dell’attenzione vi sono Luigi Lovaglio, amministratore delegato di Monte dei Paschi di Siena (Mps), Francesco Gaetano Caltagirone, imprenditore e figura chiave in Delfin Sarl, e Francesco Milleri, presidente di Luxottica e della stessa Delfin. L’inchiesta, condotta dalla procura di Milano, ipotizza reati di aggiotaggio e ostacolo alle autorità di vigilanza, in relazione all’Offerta Pubblica di Scambio (OPS) da 13,5 miliardi di euro con cui Mps ha acquisito il controllo di Mediobanca, precedentemente principale azionista di Generali.
L’indagine si concentra in particolare sul ruolo di Banca Akros, incaricata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) di coordinare la cessione sul mercato del 15% del capitale di Mps, operazione che ha visto l’ingresso di Delfin, Caltagirone, Anima e Banco BPM. La scelta di Banca Akros come bookrunner unico, data la sua limitata esperienza in operazioni di tale portata, ha sollevato interrogativi. Secondo i magistrati, l’affidamento a Banca Akros, rispetto a precedenti operazioni gestite da pool di banche internazionali, suggerirebbe una volontà di “pilotare l’attività di dismissione”.
La Strategia su Generali al Centro delle Intercettazioni
Un elemento chiave dell’indagine è rappresentato dalle intercettazioni telefoniche, dalle quali emergerebbe una presunta strategia concordata tra Lovaglio e Caltagirone riguardo a Generali. In una conversazione, Lovaglio avrebbe affermato che “Generali è strategica fin dall’inizio”, riferendosi all’interesse di Mps per la compagnia assicurativa. Tale affermazione contrasterebbe con le dichiarazioni pubbliche di Lovaglio, che avrebbero simulato un disinteresse di Mps verso Generali.
Secondo i pubblici ministeri, Lovaglio avrebbe quindi ammesso a Caltagirone che le sue dichiarazioni pubbliche di segno contrario erano solamente una dissimulazione per celare gli accordi già presi con i soci Caltagirone e Delfin, i quali fin da subito avrebbero manifestato interesse per Generali, definita come la “fase due” successiva all’OPS su Mediobanca.
Dalle intercettazioni sarebbe emersa con chiarezza questa strategia, la quale avrebbe “dimostrato in modo eclatante l’esistenza di un progetto volto alla conquista di Mediobanca, comune a Caltagirone e all’amministratore delegato di Mps Lovaglio, che anzi si dichiara mero esecutore di un progetto costruito da Caltagirone”.
In una conversazione successiva all’assemblea del 17 aprile, durante la quale si discute dell’OPS su Mediobanca, Caltagirone si congratula con Lovaglio per l’operazione. Lovaglio, dal canto suo, attribuisce a Caltagirone il ruolo di “vero ingegnere” dell’operazione, definendosi un semplice esecutore.

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Il Ruolo del MEF e le Dinamiche Politiche
L’inchiesta lambisce anche il Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF). In particolare, viene citato il voto contrario del fondo statunitense Blackrock all’OPA di Mps su Mediobanca, avvenuto lo scorso aprile. Lovaglio avrebbe fatto riferimento a un intervento del ministro Giorgetti, il quale avrebbe inviato un SMS al CEO di Blackrock per sollecitare il voto favorevole.
Inoltre, viene menzionata una relazione inviata da Francesco Soro, direttore generale del MEF, a Consob, nella quale si negano contatti o interlocuzioni con gli investitori che hanno acquisito partecipazioni tramite il terzo ABB (Accelerated Book Building), in contrasto con le risultanze investigative. I pm sottolineano anche come il MEF avesse disapprovato la mossa difensiva di Mediobanca, ovvero l’acquisizione di Banca Generali tramite le azioni detenute in Generali.
Implicazioni e Scenari Futuri: Una Nuova Era per il Sistema Bancario Italiano?
L’indagine in corso getta un’ombra sulle strategie adottate da alcuni dei principali attori del sistema finanziario italiano. Le accuse di aggiotaggio e ostacolo alle autorità di vigilanza, se confermate, potrebbero avere conseguenze significative per i soggetti coinvolti e per l’intero settore. La vicenda solleva interrogativi sulla trasparenza delle operazioni finanziarie e sul ruolo delle istituzioni di controllo.
Le dinamiche emerse dall’inchiesta evidenziano la complessità delle relazioni tra banche, assicurazioni e investitori, e la potenziale influenza di interessi privati sulle decisioni strategiche. Resta da vedere come si evolverà l’indagine e quali saranno le sue ripercussioni sul futuro di Mps, Mediobanca, Generali e sull’assetto del sistema finanziario italiano.
Navigare le Acque Agitate: Comprendere le Strategie Bancarie Moderne
In questo scenario complesso, è fondamentale comprendere le basi delle nuove strategie bancarie. Una nozione fondamentale è la diversificazione del rischio. Le banche moderne non si limitano più al tradizionale ruolo di prestito e raccolta di depositi, ma esplorano nuove aree di business, come la gestione patrimoniale, l’assicurazione e i servizi di investimento. Questa diversificazione consente di ridurre la dipendenza da un singolo settore e di mitigare l’impatto di eventuali crisi.
Un concetto più avanzato è quello della “bancassurance”, ovvero l’integrazione tra servizi bancari e assicurativi. Questa strategia consente alle banche di offrire ai propri clienti una gamma più ampia di prodotti e servizi, aumentando la fidelizzazione e generando nuove fonti di reddito. L’operazione al centro dell’indagine, con il coinvolgimento di Mps, Mediobanca e Generali, può essere interpretata come un tentativo di rafforzare la presenza nel settore della bancassurance, sebbene le modalità con cui è stata condotta siano ora oggetto di scrutinio da parte della magistratura.
Riflettiamo: in un mondo finanziario sempre più interconnesso e complesso, la trasparenza e l’etica diventano valori imprescindibili. Le strategie bancarie, per quanto innovative e ambiziose, devono sempre rispettare le regole e tutelare gli interessi di tutti gli stakeholder, dai clienti agli azionisti, fino all’intera comunità. La vicenda Mps-Mediobanca-Generali ci ricorda che il successo nel lungo termine si costruisce sulla fiducia e sulla correttezza, non su scorciatoie o accordi occulti.








