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Perché la remunerazione delle riserve bancarie sta arricchendo le banche a spese dei contribuenti?

Scopri come il sistema di remunerazione delle riserve in eccesso sta generando profitti straordinari per le banche europee, ma a scapito della politica monetaria e dei contribuenti.
  • Dal giugno 2014, le riserve in eccesso delle banche europee sono state remunerate al tasso della deposit facility o a zero.
  • Ad agosto 2023, le riserve presso la BCE hanno raggiunto 3.650 miliardi di euro, generando un incasso di 146 miliardi di euro.
  • In Italia, gli interessi pagati alle banche sono stimati in 8,3 miliardi di euro, contro i 49,1 miliardi delle banche tedesche e i 35,9 miliardi delle banche francesi.

Dal giugno 2014, le riserve in eccesso rispetto alla riserva obbligatoria depositate dalle istituzioni creditizie presso l’Eurosistema sono state remunerate al tasso della deposit facility o a zero. A partire dal 30 ottobre 2019, è stato introdotto un sistema a due livelli per la remunerazione delle riserve in eccesso, che prevedeva l’esenzione di una parte delle riserve in eccesso dal tasso di interesse negativo sui depositi presso la banca centrale. Tuttavia, l’8 settembre 2022, il Consiglio direttivo della BCE ha deciso di sospendere questo sistema, con il ritorno del tasso della deposit facility in positivo.

Questa decisione ha avuto un impatto significativo sulle banche europee, che hanno visto aumentare i loro profitti grazie alla remunerazione delle riserve in eccesso. Ad esempio, ad agosto 2023, le riserve delle banche europee presso la BCE ammontavano a 3.650 miliardi di euro, rendendo il 4% annuo. Questo ha portato a un incasso di 146 miliardi di euro in un anno, pari all’1,1% del PIL dell’Eurozona.

Le banche commerciali, remunerando la raccolta a tassi bassi, trasformano gran parte degli interessi pagati dalle banche centrali in profitti netti. Questo sistema, tuttavia, comporta anche perdite per le banche centrali, che detengono titoli di stato acquistati quando i tassi di interesse erano più bassi. Queste perdite si trasformano in oneri fiscali per i contribuenti senza un dibattito pubblico o una decisione governativa.

Il Sussidio Occulto ai Profitti delle Banche

In un contesto di alti tassi di interesse e di politica monetaria con ampie riserve bancarie, le banche commerciali hanno beneficiato di un importante sussidio occulto ai loro profitti, a spese dei contribuenti. La remunerazione delle riserve in eccesso ha permesso alle banche di fare profitti straordinari. Ad esempio, in Italia, gli interessi pagati alle banche italiane sono stimati in 8,3 miliardi di euro, contro i 49,1 miliardi delle banche tedesche e i 35,9 miliardi delle banche francesi.

Questo sistema ha portato a un aumento dei profitti e del capitale delle banche, attenuando la stretta creditizia. Tuttavia, ha anche ridotto l’efficacia della politica monetaria, poiché l’innalzamento dei tassi di interesse ha generato un aumento dei profitti bancari. Una proposta per ridurre le riserve libere e il loro costo è l’introduzione di una riserva obbligatoria ampia e non remunerata, che potrebbe rappresentare una tassa più equa ed efficace sulle banche.

Gestione delle Riserve Nazionali

La Banca d’Italia, come altre banche centrali nazionali dell’Eurosistema, amministra le riserve ufficiali del Paese. Queste riserve contribuiscono a sostenere la credibilità del Sistema europeo di banche centrali (SEBC) e sono utilizzate per interventi sul mercato dei cambi e per adempiere agli impegni dell’Italia nei confronti degli organismi finanziari internazionali. La gestione delle riserve nazionali ha una duplice funzione: coprire i costi aziendali e preservare la solidità patrimoniale della Banca.

Le riserve in valuta e oro della Banca d’Italia sono parte integrante delle riserve dell’Eurosistema e contribuiscono a sostenere la credibilità del SEBC. La gestione delle riserve nazionali persegue l’obiettivo di mantenere il valore e la liquidità delle riserve, massimizzando il rendimento nel rispetto dei limiti di rischio accettabili. La Banca d’Italia è il quarto detentore di riserve auree al mondo, con un quantitativo totale di 2.452 tonnellate di oro, valutato a circa 88 miliardi di euro al 31 dicembre 2018.

Conti Deposito: Le Migliori Opzioni per i Risparmiatori

Nel panorama dei conti deposito, le banche più solide e con le migliori condizioni per vincoli a 12 mesi includono Cherry Bank, MeglioBanca e Mediocredito. Ad esempio, depositando 20.000 euro in Cherry Bank, è possibile ottenere un guadagno netto di 589 euro con un tasso lordo del 4,25%. Per un deposito di 50.000 euro, il guadagno netto sale a 1.472,50 euro.

Per investimenti a 24 mesi, Cherry Bank offre il tasso lordo più alto del 4,50%, con un guadagno netto di 1.252 euro per un deposito di 20.000 euro. A 36 mesi, Banca Aidexa e Cherry Bank propongono un tasso lordo del 4,50%, con un guadagno netto di 1.878 euro per un deposito di 20.000 euro. Le opzioni di conti deposito liberi vedono Banca Aidexa e Cherry Bank offrire tassi lordi del 3,50% e del 4,00%, rispettivamente.

Per scegliere le migliori opzioni di conti deposito, è importante considerare la durata del vincolo, la possibilità di liquidare il capitale in anticipo e il rendimento complessivo, tenendo conto delle tasse e delle imposte di bollo. Inoltre, è utile confrontare i rendimenti con i benchmark di mercato per valutare il rischio dell’investimento.

Bullet Executive Summary

In conclusione, la remunerazione delle riserve in eccesso ha rappresentato un’importante fonte di profitto per le banche commerciali, a spese dei contribuenti. Questo sistema ha portato a un aumento dei profitti bancari, ma ha anche ridotto l’efficacia della politica monetaria. La gestione delle riserve nazionali da parte della Banca d’Italia è fondamentale per sostenere la credibilità del SEBC e per preservare la solidità patrimoniale della Banca. Infine, per i risparmiatori, è importante valutare attentamente le opzioni di conti deposito disponibili, tenendo conto della durata del vincolo, della possibilità di liquidare il capitale in anticipo e del rendimento complessivo.

Una nozione base di nuove strategie bancarie è l’importanza di diversificare gli investimenti per ridurre il rischio e massimizzare i rendimenti. Questo principio è applicabile sia alle banche centrali nella gestione delle riserve nazionali, sia ai risparmiatori nella scelta dei conti deposito.

Una nozione avanzata è l’implementazione di sistemi di gestione del rischio sofisticati, che utilizzano modelli statistici e analisi qualitative per valutare la probabilità di insolvenza e la qualità del credito. Questo approccio è fondamentale per le banche centrali nella gestione delle riserve e per le banche commerciali nella concessione di prestiti e nella gestione dei conti deposito.

Riflettendo su questi temi, è chiaro che la gestione delle riserve e la scelta dei conti deposito richiedono una valutazione attenta e informata, che tenga conto dei rischi e delle opportunità presenti nel mercato finanziario. Speriamo che questo articolo abbia fornito una visione completa e dettagliata delle dinamiche in gioco, stimolando una riflessione personale e consapevole.


Articolo e immagini generati dall’AI, senza interventi da parte dell’essere umano. Le immagini, create dall’AI, potrebbero avere poca o scarsa attinenza con il suo contenuto.(scopri di più)

2 commenti

  1. Non sono d’accordo. Le banche sono essenziali per l’economia. Se le banche non fanno profitti, non possono sostenere l’economia con prestiti e investimenti. Tutto questo allarmismo non ha senso.

  2. Questa decisione della BCE è una chiara dimostrazione di come le banche siano privilegiate a scapito dei cittadini comuni. I profitti delle banche aumentano, mentre i contribuenti pagano il prezzo. È uno scandalo!

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